Trasforma la tua azienda in una PMI innovativa e accedi ai vantaggi dell’equity crowdfunding

In Italia, le aziende di piccole e medie dimensioni costituiscono il motore dell’economia e nel solo Nordest contano oltre 40 mila realtà imprenditoriali che impiegano oltre un milione di addetti.

Molto spesso si tratta di aziende dalla lunga tradizione industriale o manifatturiera.

Tra le imprese maggiormente votate all’innovazione, emergono le cosiddette PMI innovative, individuate dal Legislatore attraverso l’Investment Compact del 2015.

L’Investment Compact ha segnato un importante punto di svolta per l’intero settore dell’imprenditoria, estendendo a questa categoria di aziende molte dei numerosi vantaggi fiscali e delle facilitazioni già previste per il mondo delle startup, con il vantaggio però di prevedere dei criteri di accesso semplificati rispetto a quelli previsti per queste ultime.

Tra i considerevoli vantaggi anche la possibilità di accesso ai finanziamenti tramite equity crowdfunding, ossia gli investimenti effettuati da soggetti che acquisiscono quote del capitale sociale dell’aziende divenendone, di fatto, soci. Un meccanismo simile alle quotazioni in borsa e un canale di finanziamento alternativo rispetto a quello bancario.

Vediamo quindi come sia possibile trasformare un’impresa in una PMI innovativa.

I requisiti delle PMI Innovative

Se dunque per una PMI è molto più semplice che per una startup accedere all’ecosistema dell’innovazione, vediamo quali sono i requisiti per diventare una PMI innovativa.

Anzitutto va evidenziato come le PMI innovative vengano iscritte nell’apposita sezione del Registro delle Imprese. Per avere accesso a questa sezione speciale le aziende dovranno:

  • Avere la propria sede legale in Italia;
  • non essere già quotate su un mercato regolamentato;
  • aver già depositato almeno un bilancio certificato dal Registro delle Imprese stesso.

Rispetto alle dimensioni dell’azienda, la regola generale prevede un fatturato al di sotto dei 50 milioni di euro e che il numero degli addetti sia inferiore alle 250 unità.

Più nel dettaglio, le combinazioni ammesse tra quantità di personale impiegato e volumi di affari possibili prevedono: aziende con meno di 10 dipendenti e un fatturato, o totale bilancio, al di sotto dei 2 milioni di euro; imprese con meno di 50 risorse e volumi inferiori ai 10 milioni; aziende con meno di 250 dipendenti e fatturato inferiore ai 50 milioni o bilancio inferiore ai 43 milioni.

I criteri legati all’innovazione

Dopo i parametri generali legati alle dimensioni dell’azienda, esaminiamo i criteri specifici relativi alla capacità innovativa delle PMI, vedremo essere molto meno stringenti di quanto si potrebbe immaginare.

Il primo parametro è che la PMI non sia già iscritta alla sezione del Registro delle Imprese prevista per startup innovative e incubatori certificati.

A questo punto viene richiesto che l’azienda rispetti almeno due dei seguenti requisiti:

  • avere almeno 1/5 dei dipendenti o collaboratori in possesso di un dottorato di ricerca, o con un dottorato in corso; oppure 1/3 dei collaboratori con una laurea magistrale;
  • spendere in ricerca, sviluppo o innovazione una cifra maggiore o uguale al 3% del maggiore tra costo e valore totale della produzione;
  • essere titolare, depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa a un’invenzione, oppure essere titolare dei diritti relativi ad un programma per elaboratore originario registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore, purché sia direttamente afferente all’oggetto sociale e all’attività d’Impresa.

Diventare una PMI innovativa: ecco tutto quello che serve

Una volta verificato di essere in possesso dei requisiti richiesti è possibile avviare l’iter per trasformare la propria azienda in una PMI innovativa.

La procedura viene espletata telematicamente presentando al Registro la domanda di iscrizione alla sezione speciale. Tale domanda dovrà essere accompagnata da una autocertificazione che attesti le caratteristiche dell’azienda stessa.

Oltre a quanto già visto, le informazioni che accompagneranno la richiesta saranno relative alla descrizione dell’attività principale dell’azienda e al percorso formativo dei propri manager e dei dipendenti. Inoltre verrà richiesto di specificare se l’azienda sia in possesso di brevetti e di fornire l’elenco delle società partecipate, se presenti.

Infine, andranno dettagliate le eventuali collaborazioni in essere con università, centri di ricerca e incubatori.

Equity crowdfunding e non solo. Tutti i vantaggi per le PMI innovative

Entrare a far parte dell’ecosistema dell’innovazione vuol dire non solo veder riconosciuta la specificità della propria realtà imprenditoriale come facente parte di un settore trainante per la nostra economia, ma anche poter fruire delle agevolazioni (non solo fiscali) riservati a startup e aziende del settore. Se infatti per le startup vengono applicati criteri di accesso più stringenti, i vantaggi tra le due categorie di imprese sono invece equiparabili.

Anzitutto, come abbiamo ricordato, le PMI innovative potranno avere accesso a un canale di finanziamento alternativo come l’equity crowdfunding per reperire le risorse necessarie al proprio sviluppo.

Avranno poi accesso, con procedura semplificata, a misure di tutela economica come, ad esempio, Fondo di Garanzia per le PMI predisposto dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Sempre nell’ottica della semplificazione potranno costituirsi come s.r.l. attraverso una procedura più semplice rispetto a quella prevista per le altre imprese.

Vantaggi anche riguardo agli strumenti di remunerazione dei propri collaboratori. Le PMI innovative possono infatti remunerare dipendenti e consulenti tramite stock option e work for equity.

E ancora avere accesso facilitato ai meccanismi di sostegno specifico per la promozione dell’internazionalizzazione.

Dal punto di vista fiscale poi, uno dei principali vantaggi introdotto dal recente Decreto Rilancio è stata l’equiparazione delle imprese innovative alle università ed enti di ricerca. Questa scelta si traduce in una agevolazione del credito d’imposta che consenti di innalzare i tetti di spesa per investimenti in ricerca e sviluppo ammissibili ai fini della concessione del beneficio.

Infine ricordiamo brevemente anche i vantaggi fiscali per gli investitori:

per chi decide di investire nel settore dell’innovazione, infatti, sempre il Decreto Rilancio ha innalzato dal 30 al 50% la detrazione d’imposta. Ma mentre per le startup l’importo massimo detraibile è stato fissato in 100.000 euro, per le PMI il tetto è stato alzato fino a 300.000 €.

Accanto a queste misure inserite dal decreto, rimangono inoltre attive le detrazioni al 30% per:

  • investimenti fino a 1 milione di euro da parte di persone fisiche
  • investimenti fino a 1,8 milioni di euro per le persone giuridiche.

Se vuoi saperne di più sui vantaggi dell’equity crowdfunding per le PMI, richiedi la nostra consulenza: ti aiuteremo a comprendere meglio come funziona e a scoprirne tutte le potenzialità.