Regolamento Consob ed Equity Crowdfunding: il sistema di garanzie a tutela di chi investe

L’Italia è stato il primo paese d’Europa, già dal 2012, a dotarsi di una regolamentazione specifica per il crowdfunding.

Fu infatti il decreto legge noto come Decreto Crescita Bis di quell’anno a delegare alla Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (CONSOB), il compito di redigere un regolamento specifico che disciplinasse il settore con lo scopo di creare un sistema sicuro in grado di attrarre la fiducia degli investitori.

È del 2013 la prima stesura del Regolamento Consob il quale prevedeva, inizialmente, la possibilità di raccogliere investimenti in equity crowdfunding esclusivamente da parte delle startup innovative.

Negli anni successivi la platea delle realtà abilitate alla raccolta fondi tramite equity crowdfunding è stata progressivamente estesa.

Dapprima alle cosiddette PMI innovative (2015) e poi a tutte le realtà imprenditoriali aventi le caratteristiche delle Piccole e Medie Imprese (2018).

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Regolamento Consob: i requisiti dei portali di raccolta online

Il Regolamento dell’equity crowdfunding prevede che la raccolta di investimenti avvenga attraverso specifiche piattaforme online, come NEstMoney, che devono rispondere a precisi per poter essere abilitate ad operare.

I soggetti che operano la gestione dei portali di investimento online vengono definiti appunto gestori e sono obbligati all’iscrizione nell’apposito registro Consob, all’interno del quale vengono riportate le informazioni chiave per una loro chiara identificazione.

Tra le informazioni riportate nel Registro troviamo: la denominazione sociale, la sede legale, la sede amministrativa, la delibera di autorizzazione e il numero di iscrizione, il sito internet della piattaforma con relativo link.

Per poter essere ammessi ad operare come gestori delle piattaforme online di investimento in equity crowdfunding i gestori devono poi rispettare alcuni requisiti specifici:

  • Sussistenza dei requisiti di onorabilità;
  • Requisiti di professionalità per chi ricopre ruoli di direzione, amministrazione e controllo;
  • Obbligo di stipulare una copertura assicurativa per eventuali danni derivanti agli investitori dall’esercizio dell’attività professionale.

I gestori sono inoltre chiamati a una funzione di vigilanza nei confronti delle imprese che avviano campagne di equity crowdfunding sui loro portali. In particolare essi devono verificare, tra l’altro, che l’atto costitutivo e lo statuto prevedano esplicitamente il diritto di recesso dalla sottoscrizione dell’investimento entro il termine dei sette giorni, e il diritto di co-vendita delle partecipazioni.

A conclusione della campagna di raccolta, al fine di considerarla valida ai sensi del regolamento Consob, i gestori dovranno poi accertare che almeno il 5% degli investimenti raccolti sia riconducibile a incubatori di startup innovative o investitori a supporto di piccole e medie imprese o ancora a fondazioni bancarie o investitori professionali.

Il nuovo regolamento per un mercato europeo del crowdfunding

A partire da quest’anno anche a livello europeo sono state introdotte una serie di novità nell’ambito della regolamentazione del crowdfunding che renderanno ancora più facili e sicuri gli investimenti non solo sul nostro territorio ma anche a livello internazionale.

Il nuovo regolamento europeo sul crowdfunding è infatti un sistema normativo a dimensione sovranazionale che nasce con lo scopo di semplificare l’accesso a sistemi di finanziamento alternativi ai tradizionali canali bancari.

Tra le misure più rilevanti del nuovo quadro normativo citiamo l’introduzione di un registro unico europeo per tutti gli operatori che forniscono servizi relativi all’equity crowdfunding. Il registro verrà istituito presso l’ESMA (European Securities and Markets Authority).

Il regolamento europeo sul crowdfunding introduce inoltre novità nel sistema dei pagamenti: diversamente da quanto accaduto finora potranno infatti essere le piattaforme a gestire direttamente i pagamenti dei finanziatori che sottoscrivono la campagna di crowdfunding.

Vengono inoltre definiti i limiti delle attività di marketing e comunicazione in capo ai portali di investimento, i quali potranno esclusivamente limitarsi a riportare le informazioni fornite dall’impresa protagonista della campagna di raccolta, che sarà quindi direttamente responsabile della veridicità delle informazioni.

Infine viene introdotto l’obbligo di fornire ai sottoscrittori il key investment information sheet (KIIS), ossia un documento molto simile al fascicolo informativo già previsto dalla normativa italiana.

La regolamentazione italiana ed europea in tema di equity crowdfunding definisce dunque un perimetro di tutela per chi investe in capitale di rischio e una cornice normativa definita per gli operatori del settore.

NEstMoney lavora a fianco delle realtà imprenditoriali del Nordest per aiutarle a proporre i propri progetti al pubblico dei potenziali finanziatori e opera a tutela di chi investe perseguendo gli obiettivi di chiarezza, trasparenza e affidabilità.
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