L’identikit del perfetto investitore. Trova chi può sostenere il tuo progetto di equity crowdfunding

Quando si sceglie di avviare una campagna di equity crowdfunding uno dei primi interrogativi che viene naturale porsi è come fare a trovare degli investitori disponibili a sostenere il nostro progetto. Vediamo come fare a intercettare il pubblico giusto.

Definire il target

Il primo passo per intercettare un potenziale investitore è quello di cercare di tracciarne un profilo. Non si tratta soltanto di definirlo in base alle potenziali caratteristiche socio-demografiche, ma anche di comprendere quale sia la tipologia di investitore al quale sia meglio rivolgerci per avere maggiore possibilità di successo.

Dovremo quindi cercare di capire quali siano gli interessi che potrebbero spingere i nostri finanziatori ad aderire al nostro progetto: esistono infatti tipologie di investitori molto diverse tra loro (chi punta esclusivamente ai ritorni economici, chi finanzia un progetto per finalità imprenditoriali, chi sposa una causa, ecc.) e sapere a quale di queste ci rivolgeremo ci aiuterà ad attivare le giuste modalità di contatto e comunicazione.

Per orientarci al meglio nella definizione del nostro target può quindi essere utile fare alcune riflessioni sulla nostra azienda e sulle finalità della campagna.

Lo stadio di sviluppo dell’impresa

A che livello di maturità è la nostra impresa? Ci troviamo nella fase di lancio, abbiamo tra le mani un’azienda giovane o, invece, stiamo avviando una campagna di equity crowdfunding per un’azienda già solida della quale vogliamo finanziare un’espansione o il lancio di un nuovo prodotto?

L’offerta in termini di quote

Si tratta di un parametro importantissimo da tenere in considerazione. Poiché chi investe in equity crowdfunding diventa socio dell’azienda acquisendone delle quote di partecipazione, la definizione della parte di capitale sociale che vorremo mettere a disposizione degli investitori dovrà guidarci nello scegliere preferenzialmente alcune categorie di investitori a discapito di altre.

Aprire agli investitori professionali o a una platea allargata

Nel lancio di una campagna di equity crowdfunding si può scegliere di rivolgersi a un pubblico allargato di potenziali finanziatori, scegliere invece di offrire le proprie quote solo a grandi investitori o a investitori professionali o realizzare un mix tra le due tipologie. Questo tipo di scelta, influirà non solo nel determinare la nostra offerta di quote e gli obiettivi di raccolta, ma influirà in maniera significativa sull’impostazione della strategia di marketing e comunicazione che andremo ad attuare per raggiungere il nostro target di riferimento.

Investitori o partner?

Scegliere di aderire a una campagna di equity crowdfunding vuol dire divenire a tutti gli effetti soci dell’azienda, ma dal punto di vista dell’impresa possono esserci grosse differenze tra un finanziatore che diventa socio senza avere un ruolo attivo nello sviluppo del progetto e un investitore che invece si possa trasformare in un vero e proprio partner. È il caso, per esempio, degli incubatori o degli acceleratori di impresa che possono decidere di investire nel nostro progetto mettendo al contempo a disposizione dotazioni tecniche, know-how, network professionale per contribuire allo sviluppo del nostro business.

Ancora una volta, la scelta dell’una o dell’altra tipologia di investitori giocherà un ruolo fondamentale nello strutturare la nostra campagna di equity crowdfunding in funzione del target di riferimento.

Leggi anche: Tutto quello che serve sapere per realizzare una campagna di equity crowdfunding

Il Media kit per raggiungere gli investitori

Qualsiasi idea di business, per quanto solida e innovativa, da sola non basta. Per conquistare i potenziali investitori sarà sempre necessario realizzare dei materiali di comunicazione curati ed efficaci che siano in grado di parlare al pubblico dei nostri potenziali investitori.

Si dovrà partire dalla realizzazione di una presentazione in grado di riassumere tutte le informazioni essenziali riguardo l’azienda e al progetto che si intende finanziare. L’investitore sarà infatti affamato di informazioni e l’impresa deve essere in grado di soddisfare questa sua esigenza con un documento in grado di spiegare in che modo verranno utilizzati gli importi finanziati.

La presentazione aziendale dovrà quindi avere dei costanti richiami al nostro business plan, il documento di dettaglio che analizza lo scenario di riferimento e indica attività e soluzioni che l’azienda intende adottare per conquistare fette di mercato e rendere sostenibile il proprio business.

Accanto alla presentazione istituzionale sarà poi necessario prevedere una serie di attività volte a espandere il network di relazioni esistenti. In questo senso un ruolo fondamentale viene giocato dai canali (sia corporate che esterni) attraverso cui si svilupperà la comunicazione.

Per questo motivo si dovrà predisporre un media kit specifico (comunicato stampa, fotografie, video di presentazione ecc.) che contenga tutti gli elementi necessari per essere declinati sui diversi touch points attraverso cui derivare la comunicazione verso il nostro target di investitori.

Investire sulle relazioni

Un aspetto spesso trascurato nelle attività di promozione di una campagna di equity crowdfunding è il ruolo giocato dalle relazioni interpersonali. Oltre infatti alle attività di comunicazioni sui media (social o tradizionali) è spesso il rapporto one-to-one a fare la differenza.

Per questo è molto importante che il team aziendale si spenda in attività di promozione “offline” volte ad attivare e allargare il network di relazioni.

Ecco quindi che le presentazioni live, gli incontri, le comunicazioni dirette apporteranno un incredibile valore aggiunto alla campagna di comunicazione e attiveranno un positivo effetto passaparola che farà da amplificatore alla nostra attività di promozione.

Leggi anche: Equity Crowdfunding: l’importanza di una community di valore

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