Equity Crowdfunding: l’importanza di una community di valore

Il concetto di crowdfunding reca in sé stesso quello della moltitudine, “crowd”, intesa come insieme di persone che condividono una finalità o un interesse e si uniscono per renderlo concreto.

È subito evidente, quindi, come qualsiasi azienda che voglia avviare una campagna di equity crowdfunding non possa prescindere dalla componente relazionale con i propri potenziali investitori e debba mirare a trasformare la folla-crowd in una vera e propria community.

Cos’è una community?

Ma cosa si intende esattamente con il termine community?

Il concetto di community è effettivamente sempre più utilizzato all’interno delle strategie di marketing.

Per community intendiamo infatti un insieme di persone che si riconoscono in un progetto, in un interesse o, meglio ancora, che condividono un preciso sistema di valori e sviluppano coinvolgimento verso un certo prodotto o brand.

Ed è proprio sul concetto di coinvolgimento, o engagement, che si sviluppano le identità e le narrazioni di marca per creare e rafforzare il legame con i clienti già acquisiti e con quelli potenziali.

Le dimensioni delle community

Chi si trova a dover lavorare alla costruzione di una community in vista di una campagna di equity crowdfunding, arriverà senz’altro a chiedersi quale debba essere la dimensione giusta affinché si possa effettivamente parlare di una comunità legata al proprio brand o al proprio prodotto.

A questa domanda non esiste una risposta univoca, ma può essere sicuramente applicato un concetto generale: per quanto una certa massa critica sia inevitabilmente necessaria per generare significativi volumi di raccolta, il vero parametro di valutazione è, ancora una volta, proprio quello del coinvolgimento.

Riuscire a raggiungere molte persone con i propri messaggi attraverso gli organi di stampa e informazione o avere molti followers sui propri canali social non è infatti garanzia di successo per una campagna di equity crowdfunding. I numeri, cioè, contano, ma fino a un certo punto.

Molto più funzionale è invece rivolgere la propria attenzione a una nicchia specifica, un segmento di popolazione anche ristretto ma fortemente coinvolto e partecipe rispetto al nostro settore di riferimento, alla portata innovativa del nostro progetto e ai valori aziendali che vogliamo trasmettere.

Solo coltivando la relazione e la comunicazione con questo segmento ben definito di persone sarà possibile creare una vera e propria community di valore.

Come costruire una community per la tua campagna di equity crowdfunding

Una community non deve essere considerata un’entità statica, quanto piuttosto un insieme dinamico di individui che si muovono intorno a un oggetto di interesse condiviso.

Una community inoltre segue quella che è l’evoluzione dell’azienda nelle sue diverse fasi di maturazione.

Per un’azienda più matura, presente da tempo sul mercato, la community potrà essere composta da persone che ne hanno già provato i prodotti e si riconoscono nella vision aziendale, mentre per una startup la prima forma di community sarà spesso rappresentata dai contatti diretti dei founders o da quanti fin da subito intravedono il potenziale di mercato della giovane azienda o ne condividono obiettivi e valori.

In tutti i casi l’elemento comune per la costruzione di una community rimane quello della relazione.

Le modalità con cui costruire una relazione significativa con i nostri potenziali investitori sono ovviamente molteplici: si va infatti dalle relazioni personali, alla condivisione di contenuti di valore attraverso i canali social o, ancora, tramite il blog aziendale e attraverso le attività di public relations.

Molto importante è la capacità di elaborare una buona strategia di corporate storytelling che permetta non solo di raccontare l’azienda, ma anche di creare un flusso narrativo in cui il nostro pubblico possa riconoscersi sentendosene parte o aspirando a farlo.

Non dimentichiamo infatti che l’equity crowdfunding mira a far diventare i nostri investitori soci veri e propri della nostra azienda, il coinvolgimento è quindi un elemento essenziale se vogliamo avere successo.

Community management

Tanto più si avvicina il momento di avviare una campagna di equity crowdfunding, quanto più sarà necessario lavorare intensamente sulla community per aumentarne l’engagement.

A questo punto sarà fondamentale agire su tutte le leve di marketing e su tutti i touch points attraverso cui entrare in contatto con i nostri investitori.

Per le aziende che si rivolgono soprattutto a comunità locali sarà ad esempio possibile immaginare di organizzare degli eventi sul territorio o ancora lavorare attraverso il contatto diretto.

Di primaria importanza sarà il coinvolgimento in prima persona di tutte le figure di vertice dell’azienda e/o dei founders nel caso si tratti di una startup.

Per raggiungere investitori lontani dalla sede fisica si potranno invece organizzare degli eventi online o mantenere il contatto attraverso i canali social dell’azienda attraverso la creazione di gruppi dedicati e newsletter specifiche.

Non dimentichiamo che la finalità principale sarà quella di aumentare il senso di coinvolgimento e partecipazione al nostro progetto di business sia per trasformare i membri della nostra community in investitori, sia perché essi stessi diventino nostri ambassadors ampliando la nostra rete di relazioni.

Le attività di community management non si fermano però una volta avviata la campagna.

Bisognerà infatti mantenere sempre viva la relazione con i nostri investitori sia durante tutto il periodo di raccolta che nella fase successiva, in modo che la nostra community possa essere costantemente aggiornata sullo stato dei progetti finanziati.

Predisporre una adeguata strategia di investors relations si rivelerà inoltre molto utile nel caso di nuovi round di raccolta, perché avremo saputo coltivare e valorizzare la relazione con chi ha già investito e creduto nei nostri progetti.

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